Bread Religion: panini come cucina d'autore a Identità Golose

  • Ideato dal Molino Quaglia nel 2013 con l’obiettivo di portare in piazza la cucina d’autore in formato panino Bread Religion, l’evento itinerante che si è fatto portavoce del dibattito sul miglioramento della qualità del cibo anche nel consumo di strada, quest’anno ha fatto tappa a Identità Golose e il successo è stato strabiliante. A dimostrarlo, oltre al grande successo ottenuto in “diretta” anche i numeri del forno Mamapetra: 3 i quintali di farina Petra utilizzati da Roberta Pezzella per realizzare dal vivo 4.000 tra panini dolci e salati (oltre a ciabatte, focacce, pagnotte di un chilo e molto altro ancora) prenotati dai cuochi, i panettieri e i pizzaioli che, con i loro panini gourmet, hanno animato la decima tappa di Bread Religion. Ma perchè Bread Religion ha avuto, fin dalla prima edizione del 2013, così tanto successo? Semplice perché, come si legge sul sito ufficiale, “per la prima volta una squadra di cuochi stellati, panettieri, pasticceri, musicisti, giornalisti enogastronomici e tecnici degli impasti si ritrovarono in piazza, accomunati dal pensiero comune di una alimentazione semplice, buona e sana, che diventa esperienza gastronomica popolare fatta di cibo, cultura del territorio e divulgazione da un palco dove musica e cucina erano un tutt’uno”. Come ricorda Piero Gabrieli, direttore marketing del Molino Quaglia, dopo quella prima esperienza “l’evento è diventato itinerante” e la religione del panino ha iniziato a girare per l’Italia.
    Quali sono stati dunque i panini imbottiti (in chiave gourmet) di quest’ultima edizione? Tra le prelibatezze preparate dai protagonisti di Bread Religion a Identità Golose ci sono: il panino senza glutine farcito con una ganache di frutto della passione, yogurt greco e mousse al pistacchio di Loretta Fanella; il ”tigrato” con Petra 9 farcito in due versioni (con crudo 24 mesi, burrata in stracciatella e pomodoro confit; con salmone, valeriana, olio evo, limone biologico e quattro tipi di pepe) di Paolo Piantoni; il croissant salato con Bonsemì, mousse al salmone, pistacchi di Bronte tostati e cuor di lattuga di Massimiliano Pica; il panino speziato al curry con salsa satay con arachidi, carne di Limousine condita con coriandolo e cumino, latte di cocco, lemon grass, aglio, lime, olio di sesamo, pak choi condito con aceto balsamico e okra in agrodolce di Giorgio Damini. A questi si aggiungono il panino morbido con farina biologica, carne maremmana, pecorino siciliano con pistacchio di Bronte e papaccella napoletata di Giuseppe Vesi, il panino con maionese di soia, alette di pollo al curry, riso soffiato, zenzero e lattuga di mare di Massimo Giovannini e il panino con Petra 9 e Bonsemì con carciofo ripieno e servito con una crema di patate, polvere di capperi e ricotta salata di Giuseppe Rizzo. Se, dopo questa carrellata di bontà, anche a voi è venuta l’acquolina in bocca sappiate che quelli appena citati sono solo alcuni dei 25 panini presentati in occasione dell’ultima edizione di Bread Religion. La prossima edizione? Sarà in autunno: luogo e data sono ancora top secret. Stay tuned.