Al Local Food Market di Lucca solo prodotti toscani

  • I sapori e i profumi della toscana al Local Food Market di Laura Grassi a Lucca

    Local Food Market, non è solo una bottega in cui poter acquistare prodotti genuini e di nicchia, non è solo un ristorante e non è solo una pizzeria, ma vuole essere un custode della cultura enogastronomica del territorio toscano e in più in generale delle eccellenze italiane. È un ponte fra clienti e produttori, uno spazio in cui è ancora possibile ritagliarsi dei momenti slow per imparare a fare la ricotta dal pastore o le confetture e dove è possibile annusare e mangiare quei prodotti che hanno il profumo dell’autenticità. Intervistiamo l’ideatrice Laura Grassi, che con entusiasmo e forte amore per il suo lavoro ci racconta il format del Local food Market.

    Cos’è il local food Market e qual è il concept che c’è dietro?

    Da quando abbiamo aperto, inizio 2014, l’idea è stata quella di mettere insieme sia i piccoli produttori del territorio, sia le eccellenze italiane non riproducibili in Toscana, come la mozzarella di bufala, il limoncello ecc. Local Food Market offre uno spazio nel centro storico di Lucca a tutti i prodotti di nicchia, più ricercati, che molto spesso sono difficili da reperire, perché lavorati in territori montuosi e comunque non comodi da raggiungere. Può essere complicato fare un’ora di macchina per i monti, per andare a cercare il formaggio, per cui il nostro Market vuole essere un luogo di comunione per i produttori che vogliono una vetrina all’interno del centro storico di Lucca, osservabile dai toscani e dai turisti che fanno visita. L’idea poi è stata quella di mantenere dei prezzi onesti, infatti i prodotti che si acquistano in loco dai produttori hanno lo stesso prezzo anche da noi. Qualità e freschezza sono le parole d’ordine, infatti c’è un frequente riciclo di merce, ogni settimana i produttori vengono a consegnarcela.

    Cosa rappresenta per Lucca questo tipo di attività e per i cittadini?

    È una finestra per alcuni territori lontani e difficili da raggiungere, dislocati in varie zone della Toscana e di Lucca e diventa quindi un punto di riferimento.

    Quali sono i prodotti di punta?

    I presidi slow food, noi quando abbiamo aperto abbiamo fatto una ricerca approfondita sul bio, sui presidi slow food, per cui abbiamo: caffè biologico, pasta artigianale trafilata al bronzo, pecorini con stagionature particolari (in grotta, sotto cenere), prosciutto bazzone, miele biologico di spiaggia e di macchia mediterranea, il cui produttore quest’anno ci ha dato l’esclusiva del miele, cantucci IGP o fatti con olio biologico, marmellate con i frutti selvatici del posto, olio biologico. La cosa interessante è che abbiamo permesso ai produttori di conoscersi fra loro e di avviare poi delle collaborazioni interne.

    Vi occupate di esportazioni?

    L’esportazione sul food è molto delicata, abbiamo tanta richiesta, ma noi abbiamo scelto di non addentrarci in questa avventura, perché avremmo rischiato di aumentare i prezzi per i costi di sdoganamento. Quindi abbiamo scelto di restare coerenti e mantenere viva la nostra filosofia, di vendere prodotti di qualità a un prezzo contenuto.

    Oltre al market c’è anche il ristorante e la pizzeria, se veniamo a trovarvi quali piatti non possiamo fare a meno di provare?

    Noi abbiamo aperto il ristorante con l’idea di fare assaggiare i prodotti presenti in negozio, il menù cambia ogni mese e mezzo, perché crediamo molto nella stagionalità. La pizzeria è nata dopo poco, noi di origine siamo del sud, quindi per noi la pizza è sacra e usiamo anche nelle pizze gli ingredienti presenti al negozio.

    Organizzate eventi, iniziative?

    Una volta a settimana o due, i produttori organizzano degustazioni al local food market e incontrano i clienti. Abbiamo avuto il pastore che ci ha spiegato e ci ha mostrato come fare la ricotta di pecora, la piccola produttrice di confetture che ci ha fatto vedere le sue lavorazioni. La nostra attività è come se fosse un expo permanente, in cui i produttori hanno una vetrina. A volte capita che i clienti desiderano andare a visitare vigneti o altre realtà e i fornitori li ospitano volentieri e gli fanno fare dei tour. Noi a questo punto non c’entriamo direttamente, ma li abbiamo presentati, siamo una sorta di intermediari. Si passa dal commercio fino ad arrivare a una vera e propria esperienza sul territorio, che diviene un momento di conoscenza, per cui c’è un passaggio di cultura, il cliente è interessato a conoscere la storia e la tradizione della preparazione di un prodotto. Negli ultimi anni poi c’è stata un’alta richiesta di fare eventi, come i matrimoni ed è bello che ci scelgono di continuo per celebrare queste giornate importanti, anche all’insegna della filosofia che viene percepita, anche se siamo in centro storico si respira un’aria genuina.