Il trapizzino, un atipico street food della tradizione romana

  • AVVICINARE I GIOVANI ALLA CUCINA TRADIZIONALE

    Non è un tramezzino e nemmeno un trancio di pizza ma, al suo interno, contiene il meglio di entrambi e forse anche di più. Ma che cos’è questo saporito e atipico street food? Il Trapizzino è una sorta di tasca di pizza bianca a triangolo, farcita con i piatti tipici della tradizione romana: dalla parmigiana di melanzane alla coratella con carciofi, dalle polpette al sugo alla lingua in salsa verde, dalla stracciatella di burrata con zucchine alla scapece alla trippa alla romana. Ogni ripieno racconta una storia, quella dei sapori della Città Eterna.

    MA QUANDO E DOVE È NATO QUESTO GUSTOSISSIMO “SNACK”?

    Tutto è iniziato a Testaccio, quartiere simbolo della cucina capitolina, dove, 9 anni fa, Stefano Callegari ha dato vita a un nuovo tipo di street food: il Trapizzino. Nato dall’intuizione, semplice ma geniale, di unire la passione per la pizza all’amore per la cucina tradizionale romana, il Trapizzino è per Stefano «un modo innovativo di apprezzare con gusto la tradizione di ricette tramandate dalle nostre nonne o dalla nostra famiglia […] con il ricordo ancora fresco di quando ci alzavamo la mattina e sentivamo il profumo del sugo che bolliva già da ore in pentola, quando di nascosto ci intingevamo la rosetta (rigorosamente del giorno prima) col rischio di prenderci pure una bacchettata sulle mani». Il suo obiettivo, infatti, era proprio quello di avvicinare i più giovani (ormai troppo abituati al cibo da fast food) alla cucina di una volta, quella dei tempi e dei modi giusti, del “ci vuole il tempo che ci vuole”.
    Preparato in modo totalmente artigianale, il Trapizzino è caratterizzato da cinque i tratti fondamentali, cinque i segreti che rendono ogni singolo Trapizzino una vera delizia per il palato.

    1. La pizza: morbida dentro e croccante fuori, la pizza è l’elemento che rimane costante al variare dei gusti dei ripieni.
    2. Il lievito madre: mantenuto vivo grazie ad una cura costante e quotidiana, il lievito madre è l’ingrediente “segreto” del trapizzino.
    3. Il tempo: per il Trapizzino il tempo è un “ingrediente” (per fare dieci trapizzini ci vogliono due giorni). Del resto, si sa, la cucina tradizionale ha bisogno di tempo.
    4. La passione e la cura: è forse questo l’ingrediente che rende davvero “unico” ogni Trapizzino.
    5. Le ricette: quelle dei ripieni sono tutte legate alla tradizione più “verace” della gastronomia romana.

    Dopo aver deliziato i palati italiani (7 sono i punti vendita a Roma, l’ultimo aperto lo scorso ottobre sotto la Cappa Mazzoniana del Mercato Centrale), il Trapizzino è sbarcato oltre oceano, conquistando il Giappone con due punti vendita, e l’America con un locale aperto nel cuore di New York. Prossima tappa? L’Australia!