A Singapore ci sono due chioschi di street food stellato

  • LE PREPARAZIONI "DA STRADA" GOURMET

    Lo street food, si sa, ormai fa tendenza e negli ultimi anni è sempre più facile imbattersi in preparazioni “da strada” gourmet. A riconoscerlo è stata anche la Guida Michelin che, per la prima volta nella sua storia, ha assegnato l’ambita stella non ad uno ma a ben due chioschi di Singapore: parliamo dell’ Hill Street Tai Hwa Pork Noodle e Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice and Noodle. Il primo è noto per i noodles, generose porzioni coperte di maiale e condite da un’inimitabile salsa d’aceto. I prezzi? Dai 4$. Il secondo, situato nella zona di Chinatown, è invece rinomato per il riso al pollo con salsa di soia (riso bianco e pollo laccato) e offre piatti che partono dai 3$. Segni particolari? L’esposizione di carni arrosto in fase di cottura.

    STREET FOOD DI ALTA QUALITÀ

    Il riconoscimento da parte della “Bibbia della cucina” a questi due templi dello street food è la dimostrazione di quanto stia cambiando il mondo dell’enogastronomia. E non poteva che essere Singapore la scelta ideale per far entrare lo street food nella Guida Michelin anche perché, come spiegato da Michael Ellis, direttore internazionale della Guida Michelin: «La città ha una reputazione riconosciuta in tutto il mondo per lo street food e uno scenario gastronomico di altissimo livello animato da giovani e talentuosi chef emersi negli ultimi anni». Singapore è la patria del cibo da strada. I vicoli di questa grande metropoli sono invasi dai profumi e dai sapori che arrivano dai tanti chioschetti (meglio detti food court), localini storici e baracchini improvvisati della città. Allora cosa, nei due food court neo stellati, ha fatto la differenza? La qualità dei prodotti, il bilanciamento dei sapori e la coerenza dei piatti serviti. Insomma, come sottolineato da Sergio Lovorinovich (direttore della Guida Michelin Italia), a fare la differenza è stata la «performance assoluta del piatto». La coda chilometrica che ogni giorno si forma davanti ai due chioschi (attende ore pur di assaggiare gli incredibili piatti “stellati”) è la prova che, anche stavolta, la “Bibbia della cucina” c’ha visto giusto.