• Federico Trotta parla di come è nato il suo Festival della cucina mobile

     

    Nel 2014 è nato in Italia il primo "Streeat Food Truck Festival" dedicato solo ai food truck, quindi a tutte le cucine mobili su ruote: biciclette, furgoni, carretti. Intervistiamo l’ideatore Federico Trotta per scoprirne di più.
     

    Come nasce il progetto "Streeat Food Truck Festival" e qual è il suo scopo?

    Nasce nel 2014 da un’idea mia e di mio padre, stavamo guardando un programma in tv dedicato ai food truck negli Stati Uniti e abbiamo pensato che in Italia un festival dedicato a questo settore mancava. A maggio 2014 abbiamo lanciato la prima edizione di Streeat Food Truck Festival in Italia a Milano, alla fabbrica del vapore e abbiamo registrato circa 15.000 presenze. A settembre abbiamo ripetuto l’esperienza spostandoci in una location più grande il Carroponte di Sesto San Giovanni e lì abbiamo registrato circa 30.000 presenze, poi siamo cresciuti sempre di più fino ad arrivare a 50.000 persone, per cui adesso utilizziamo tutta la struttura del Carroponte, mentre prima ne usavamo solo metà. Dal 2015 abbiamo reso il nostro festival itinerante e siamo stati in tantissime città italiane da Bari fino a Trento. Principalmente siamo al nord sia per questioni logistiche sia per questioni economiche. Abbiamo deciso che ogni porzione deve essere sotto i 9 euro, ma al sud sono abituati a mangiar bene e a spendere poco, mentre noi solo con i costi di trasporto e di logistica facciamo molta fatica a sostenere il festival.

    A cosa è dovuto questo crescente interesse per lo street food?

    In questi ultimi anni il food è sempre più di tendenza. Probabilmente questo è dovuto al fatto che lo street food va incontro sia alle esigenze di portafoglio, che a quelle di tempo. Rappresenta un rapido modo di mangiare prodotti vari e di qualità, senza spendere una fortuna. Quindi ha risposto all’esigenza collettiva di alimentarsi con prodotti selezionati.
    Con il Festival abbiamo fatto un grande lavoro di comunicazione, ci muoviamo principalmente sui social. Molte strutture, organizzazioni, sono rimaste un po’ indietro e utilizzano ancora i tradizionali sistemi di comunicazione che ad oggi non hanno particolare efficacia. Il nostro lavoro di comunicazione è stato massiccio e ha determinato una grossa diffusione dell’immagine dello street food e ha fatto crescere l’interesse da parte delle persone.

    Quali sono i tuoi progetti futuri?

    In questo momento stiamo orientando il nostro lavoro sulla città di Milano, che risponde molto bene. Da poco abbiamo lanciato un nuovo format che si chiama “Lombardia Beer Fest”, abbiamo registrato molte presenze sia per l’edizione a luglio, sia per l’edizione a ottobre. I prodotti principali sono le birre artigianali, nello specifico quelle della regione Lombardia. Lo street food rappresenta un accompagnamento, infatti ci sono 22 birrifici e 10 food truck. Poi stiamo lavorando a un altro progetto, che sarà lanciato a marzo nel 2018, si tratta del “Carbonara Festival”. È un format romano che abbiamo deciso di importare a Milano e in pochissimo tempo su facebook abbiamo già  20.000 partecipanti. Il festival è dedicato alla carbonara con varie declinazioni. Tra gli altri progetti poi, c’è l’idea di creare qualcosa anche con il vino naturale.