La Ravioleria Sarpi a Milano, citata anche dalla guida Gambero Rosso

  • TRADIZIONE GASTRONOMICA CINESE CON INGREDIENTI D'ECCELLENZA

    Può un raviolo diventare simbolo di coesione tra due culture, due mondi, totalmente differenti? Se ci fossimo posti questo interrogativo qualche anno fa, la risposta sarebbe stata un secco no, ma oggi, grazie alla creatività di Hujian Zhou (per gli amici Agie) e Walter Sirtori, la risposta non può che essere affermativa. Sì, perché, come sottolineato da Gambero Rosso, prima di diventare il nuovo simbolo dell’innovazione tra le specialità gastronomiche asiatiche in Italia, la Ravioleria Sarpi è un progetto culturale.
    Avvolti nei ravioli di Via Paolo Sarpi 27, infatti, ci sono due storie, due tradizioni: quella di Walter Sirtori, proprietario della celebre Macelleria Sirtori (punto di riferimento per la selezione di prodotti locali d’eccellenza), e quella di Agie, trentenne con una laurea alla Bocconi e nessuna esperienza – prima della Ravioleria – nel campo della ristorazione. Il “progetto” (chiamarla attività sarebbe riduttivo) è nato dalla volontà di Agie di portare a Milano il gusto più verace della tradizione gastronomica cinese, quella del cibo di strada. Insomma, il sogno di Agie era quello di realizzare un’eccellenza con il meglio della Cina e il meglio dell’Italia. Ed è proprio di eccellenza che parliamo visto che quelli di Via Paolo Sarpi 27, come decretato dalla Guida Street Food 2017 del Gambero Rosso, sono considerati i ravioli più buoni di tutta la Lombardia. “Combattiamo con i pregiudizi sul cibo cinese, la cucina è a vista e gli ingredienti di qualità” ha raccontato Agie a La Stampa. Qualità ottenuta, così come spiegato sui cartelli vicino l’ingresso, dalla scelta di materie prime d’eccellenza: dalle farine bio del Mulino Sobrino, senza additivi e sbiancanti, alle uova da galline allevate a terra della Cascina Moneta (la stessa che rifornisce Eataly). Ma il vero segreto di questi eccezionali ravioli è la carne fornita (ovviamente) dal “vicino di serranda”, la Macelleria Sirioni.
    In questa piccola (solo 15 mq) mecca del raviolo si mangia per strada. Per acquistare, infatti, “non si entra” ma, proprio come nei tipici locali cinesi, si ordina e si consuma en plain air. Il menù? Solo ravioli, o quasi. L’altra specialità della casa, ma marginale rispetto ai ravioli, è la tipica crespella di Pechino (la Jian Biang), diffusa nel Nord della Cina e proposta, per la prima volta a Milano, da Agie e il suo team. Ma non è tutto perché, dallo scorso ottobre, la Ravioleria si è “raddoppiata” aprendo, a due civici di differenza (Via Paolo Sarpi 25) un altro piccolo tempio del gusto cinese. Il nuovo indirizzo è dedicato ad altri tre prodotti tipici della tradizione asiatica: gli involtini primavera (con verdure crude croccanti), il Baozi (una sorta di panino chiuso cotto al vapore, ripieno di carne, zenzero e aromi) e il Mo (un pane imbottito con spalla di maiale cotta con aromi e servita in straccetti). I milanesi – e non – come accoglieranno questa novità? Noi siamo sicuri che sarà un successo. Non vi resta che provare!