Puccia, panino ripieno di tradizione salentina

  • Non solo mare cristallino, il Salento offre da sempre una grande tradizione culinaria a quanti si recano nella splendida Puglia. Tra i cibi caratteristici della zona spicca la Puccia, riscoperta recentemente grazie al trend dello street food, che ne ha ridato slancio a livello nazionale e internazionale.

    Le origini della Puccia

    Diffusa anche nella zona tarantina, la Puccia è una forma di pane del diametro di 20-30 cm, dorata e croccante all’esterno e soffice all’interno, da farcire con prodotti di qualità tipici della regione.
    Secondo alcune fonti, il nome deriverebbe dal termine latino “buccellatum”, con cui si identificava il pane romano consumato dai legionari, in genere di piccole dimensioni. Nel tempo il suo utilizzo si è poi evoluto, portando alla nascita di diverse varianti, oggi legate a diversi territori della Puglia.

    Preparazione

    La versione classica rimane sempre quella “uliata”, realizzata con le olive nere in salamoia tipiche del Salento. Oltre a questo ingrediente principale, per prepararla servono farina di grano duro e farina di tipo 0, olio extravergine d’oliva, lievito, acqua, latte, zucchero e sale. Il procedimento è abbastanza semplice: si inizia sciogliendo lievito e zucchero nell’acqua, il cui composto verrà poi aggiunto alle farine precedentemente setacciate.
    Man mano che si impasta si aggiungono poi anche il latte, l’olio e il sale. Una volta che questo risulta omogeneo, si aggiungono le olive, si creano delle piccole forme regolari da posizionare su una teglia e lasciar risposare per almeno due ore prima di infornare.

    Le varianti

    Tra le altre varianti, la puccia “caddhipulina” di Gallipoli che viene preparata il 7 dicembre, la vigilia della festa per l’Immacolata concezione, e viene farcita con tonno, pomodori e tanto olio extravergine d’oliva. A Taranto si trova invece la puccia “alla vampa”, ossia alla fiamma, che viene preparata con farina di semola e farcita semi di pomodoro, olio, sale e ricotta forte.
    Infine, non va dimenticata la puccia “alla tajedda” di Pulsano e Lizzano, una sorta di focaccia riempita con cipolle, olive, capperi, acciughe salate, pomodori e peperoncino.

    La Festa te la Uliata

    E per chi desidera assaporare questa specialità in un’atmosfera tipicamente pugliese, ogni anno a luglio a Capriata di Lecce si tiene la “Festa te la Uliata” a favore di Action Aid.
    Tre giorni dove poter partecipare anche a tante attività divertenti, la cui più popolare è la gara a chi sputa più lontano il nocciolo delle olive della puccia “uliata”.