ApeCarbonare, la cucina on the road di Mazzone

  • ApeCarbonara, la cucina itinerante di Mazzone

    Avete voglia di una cremosa e gustosa carbonara in pochi secondi? Eccovi accontentati dall’ApeCarbonara, un innovativo format della Carbonara on the road, una cucina itinerante, ma di qualità, che rivoluziona la tradizione senza snaturarla. Il veicolo è singolare e poliedrico e connettendosi al brand dell’Ape Piaggio, rimane legato al concetto di tradizione e del Made in Italy, soprattutto per divulgare l’italianità nel mondo. La carbonara è figlia di un cucina sapida, rustica e povera come quelli che l’hanno inventata, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, ora ha un tocco in più in termini di velocità e praticità. L’ApeCarbonara collabora con il pastificio Rustichella D’Abruzzo e utilizza il loro formato di spaghetti 90 Rapida, portando sulla strada tutto il gusto di una pasta artigianale pronta in soli 90 secondi. Intervistiamo lo Chef Marco Mazzone che ci parla del suo progetto smart e brillante.

    Ci parli del tuo progetto ApeCarbonara? Cos’è la Carbonara in 90 secondi?

    Il progetto ApeCarbonara è iniziato quasi per gioco, adesso è più di un lavoro. Sono un estimatore del pastificio Rustichella d’Abruzzo con cui collaboro. Esso ha un’ampia gamma di paste e ha creato la 90 rapida, uno spaghetto 100% grano italiano, con una scanalatura al centro, a forma di “C” e cuoce in 90 secondi. La semola di alta qualità, le trafile in bronzo e la lenta essiccazione a basse temperature, rendono gli Spaghetti 90 Rapida progressisti e innovativi. Il segreto risiede proprio nella trafila sottilissima e brevettata a forma di "C".

    Una bella sfida mantenere la qualità nonostante i tempi veloci? Come ci riesci?

    Tutti i miei ingredienti sono top di gamma, dalle uova, al guanciale al pecorino e così anche la pasta, 100% grano italiano, trafilatura in bronzo, è una pasta secca di alta qualità e la particolarità è dovuta alla forma. É uno spaghetto tagliato a metà, come una “C”, è molto fine e una volta calato nell’acqua si chiude e cuoce in 90 secondi.

    Qual è la tecnica per fare una carbonara perfetta?

    La manualità, ma anzitutto parliamo dei prodotti, se i prodotti sono di alta qualità la carbonara verrà sicuramente bene. Poi la differenza da una carbonara fatta bene o meno, dipende dall’esperienza di chi la prepara. La carbonara sembra un piatto facile, ma in realtà è molto difficile, perché può essere o molto lento l’uovo, quindi rimane troppo brodoso oppure diventa una frittata, quindi per fare la classica carbonara cremosa c’è bisogno di molta manualità.

    Quali sono i tuoi modelli di riferimento e cosa pensi della cucina di oggi?

    Fra i miei modelli ci sono Sergio Mei e Gualtiero Marchesi. Oggi nel nostro mestiere c’è molta spettacolarizzazione, io a Roma ho fatto 180 corsi di cucina, ho fatto delle trasmissioni Tv, sono stato dentro questo mondo e ci sono ancora, l’altro giorno siamo andati in onda su una Tv francese, che ci dedicato un servizio sull’Apercarbonara. Il settore della cucina è uno mondo sicuramente bello, ma dall’altra parte è fatto di tanti sacrifici.

    Dove ti sposti con l’ape?

    Ovunque sia Roma e hinterland, ma anche fuori, di recente siamo stati a Pozzo di San Patrizio, andremo in Abruzzo, dove partecipa anche Rustichella. Siamo molto attivi in giro con l’ape, andiamo ovunque ci sia una sorta di street food, valutando preventivamente se il contesto merita ed è redditizio, ci sono tanti eventi che non si rivelano interessanti.

    Qual è la tua visione di cucina?

    La mia filosofia è la qualità, che ripaga sempre; sia applicata allo Street Food, che a un ristorante classico, unita poi all’esperienza e alla professionalità, declinata nel servizio e nell’accoglienza è l’arma vincente. Basta pensare che sull’Ape accogliamo le persone come se fossimo al ristorante, talvolta offriamo anche un bicchiere di prosecco e questo fa la differenza. Quindi riporto il mio modello di cucina all’ape.

    Ci racconti i tuoi progetti futuri e gli altri trend che è necessario intercettare?

    Fra i miei piani futuri c’è l’obiettivo di ampliare il progetto dell’Ape, creare un altro truck, con cui spostarmi in tutta Italia sia al Nord, Centro e Sud.

    “Una cosa fatta bene può essere fatta meglio” (Marco Mazzone)