Openagri Milano: il progetto per un polo agricolo d'eccellenza

  • Il progetto per uno sviluppo urbano sostenibile

    Milano «deve diventare capitale del food, come lo è già della moda e del design, soprattutto dopo Expo 2015» ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante il convegno dedicato ad Openagri, un progetto triennale da 6,2 milioni di euro. Finanziato per circa l’ottanta percento dalla Commissione Europea, Openagri nasce nell’ambito del primo bando dell’iniziativa “Urban Innovative Action”, volta ad individuare e a testare nuove soluzioni che affrontino i problemi relativi allo sviluppo urbano sostenibile. Il progetto dell’Amministrazione milanese è stato selezionato tra 378 proposte provenienti da tutti i Paesi dell’Unione Europea.
    Come si legge nel comunicato stampa ufficiale, la somma sarà investita per realizzare un polo agricolo d’eccellenza, all’interno dell’area di Porto di mare (tra il Parco Agricolo Sud Milano e il quartiere Mazzini), in grado di coniugare cultura, miglioramento del sistema alimentare e imprenditoria giovanile. Fondamentale per il successo del progetto, infatti, sarà il coinvolgimento di PMI e start-up nella gestione della filiera dell’agrifood. Ente capofila del progetto, iniziato lo scorso 1° novembre, è il Comune di Milano cui si affiancano, in qualità di partner principali, la Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Milano, Parco Tecnologico Padano e Fondazione Politecnico di Milano.
    Cuore del progetto è la riqualificazione della Cascina Nosedo, che diverrà un polo agricolo d’eccellenza (Open Innovation Hub) ospitando startup agroalimentari e attività di inclusione sociale per la riqualificazione della periferia. Elemento centrale del farming urbano sarà l’installazione di un impianto di coltura acquaponica ma non solo. Come ha sottolineato il sindaco Sala, infatti, ottenendo un finanziamento europeo di tale valore l’amministrazione avrà la possibilità «di intervenire concretamente su alcuni fronti prioritari per la crescita della nostra città: lo sviluppo delle periferie, il sostegno alle imprese e l’attuazione della food policy».