Gabriele Faggionato esplora i mercati della Milano gastronomica

  • Alla scoperta di una città multietinca, Gabriele Faggionato esplora i mercati della capitale meneghina

    Il mercato metropolitano è una tendenza. Lo sa bene il giovane chef Gabriele Faggionato che, nel 2012, ha scritto una vera e propria “Guida ai mercati metropolitani” di Milano. “Per me il mercato resta un luogo affascinante e sempre solare, folkloristico, pieno di confusione, incasinato, ma allo stesso tempo rilassante – ha raccontato Gabriele a L’Espresso –. Un posto antico come la civiltà, dove fare affari e scambiare opinioni ed esperienze. Oltre ai prodotti che consideriamo familiari, vengono proposti cibi che sono quotidiani per altre popolazione ed etnie ormai trasferite da decenni a Milano. Mi sono chiesto, perché non approfittarne e conoscerli facendoli diventare parte della nostra ricca cultura gastronomica?”. È nata così l’idea di raccontare di una Milano da scoprire mangiando.

    Formatosi alla corte di Carlo Cracco e William Ledeuil, Gabriele (allora 25enne) ha iniziato il suo viaggio tra i mercati metropolitani della capitale meneghina per raccontare, attraverso la sua guida, uno spaccato gastronomico di una delle città più vivaci e multietniche d’Europa. Ed è proprio la multietnicità il punto focale di questa singolarissima guida ai mercati, intesi come il grande patrimonio dei territori metropolitani. Dai negozi regionali ai piatti cinesi, dai negozi di ortofrutta indiati alle macellerie islamiche, libro di Faggionato ci accompagna alla scoperta di nuovi sapori e nuove culture. Si scopre così che, in Via Imbonati 6 c’è una pasticceria libanese che si chiama “Slim Samir” e che in Piazza IV Novembre c’è “Kathay”, un negozio in cui si possono trovare prodotti che arrivano dall’Oriente, dal Giappone e dalla Cina ma anche dallo Sri Lanka e dalla Thailandia. In Via Parmigianino, invece, lo chef consiglia la bottega “Mabuhay-Philippine grocery” dove si possono acquistare prodotti di origine filippina sia freschi che congelati. Ce n’è davvero per tutti i gusti (e il termine calza a pennello) infatti, come scrive lo chef nel libro, “Basta cercare bene e chiedere ai proprietari, molto gentili e disponibili anche a darvi le ricette. Potranno saltare fuori delle vere e proprie chicche”.
    Il libro contiene una lunga lista di indirizzi e propone, accanto a un’intensa ricerca iconografica – a cura di Petra Kovacs –, una serie di ricette basate proprio sui prodotti esotici descritti nelle pagine di questa singolare opera arricchita dalle interessanti note di Davide Paolini e Davide Rampollo.