La filosofia di Keith Haring nel murale Tuttomondo di Pisa

  • Il 16 febbraio 1990 Keith Haring si è spento a New York: oggi, a 29 anni dalla sua morte, si può dire con certezza che la sua arte è ancora viva e apprezzata, un linguaggio universale riconoscibilissimo e che resta veicolo di ideali nobili.
    La sua ultima opera pubblica è Tuttomondo: un murale di 180 metri quadri, realizzato sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio abate a Pisa. Date le dimensioni, Tuttomondo si configura come il più grande murale mai realizzato in Europa, e l’unica opera che Haring ha immaginato da subito come permanente.

    Il Tuttomondo di Keith Haring a Pisa

    Basta una sola opera per riuscire a comprendere gli ideali e la poetica di un’artista? Con Tuttomondo forse sì: dopo l’accordo con l’allora sindaco di Pisa e il parroco, Haring ha realizzato l’opera in quattro giorni, prima imbiancando la parete e poi disegnando i contorni delle sue riconoscibilissime figure stilizzate.
    La colorazione è avvenuta con l’aiuto di alcuni studenti e artigiani, e già si inizia a comprendere la sua attenzione per l’inclusività e gli ideali di pace.

    Tuttomondo e la filosofia di Haring

    Anche il nome dell’opera ben racconta la filosofia di Haring: ricordando anzitutto che raramente l’artista dava un nome alle sue creazioni, Tuttomondo è stato pensato come titolo direttamente in italiano, chiaramente in riferimento alla nazione in cui si trova, e come concetto che meglio esprime la vicinanza tra gli individui, l’abbattimento delle barriere, in una festa di colori e personaggi variamente accostati.

    A poco sono valse le critiche ricevute, Tuttomondo si è ben preservato sul muro della canonica, anche grazie alla conservazione: sul muro si intrecciano figure diverse, dalla croce pisana al centro, simbolo della città ospitante, a mamme che tengono in braccio i loro bambini, fino al contrasto tra il pericolo del serpente e le forbici umanizzate che si preparano a combatterlo.
    Un sogno di pace e fratellanza da ammirare, naso all’insù, un promemoria del grande talento di Keith Haring, un tesoro nascosto che Pisa custodisce gelosamente: da visitare!