L'edificio del Monastero di San Nicolò l'Arena a Catania

Il monastero dei Benedettini a Catania, gioiello tardo barocco

  • Non solo Etna e prelibatezze della tradizione sicula, Catania è anche la città perfetta da visitare per tutti gli amanti dell’arte tardo barocca: il capoluogo e la val di Noto rappresentano infatti località di spicco appartenenti a questa corrente artistica.
    Nel cuore della città sorge il Monastero di San Nicolò l'Arena, edificio ricco di storia e tradizione, che non può assolutamente mancare una visita.

    Le origini del Monatero di San Nicolò l'Arena a Catania

    Se oggi è adibito a ospitare il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, rappresentando un luogo di studio suggestivo e un elegante cornice che rende ancora più speciale ogni laurea, originariamente il Monastero era un importante punto di ritrovo e di culto, sorto nel Tredicesimo secolo.
    Quando nacque non era altro che una cappella e un ricovero per i monaci infermi sulle pendici dell’Etna, che solo nel Sedicesimo secolo venne ricostruito e ampliato all’interno delle mura della città.

    La chiesa del Monastero di San Nicolò

    Insieme al monastero è stata costruita negli anni anche una chiesa e il luogo è stato sempre più abbellito, con un magnifico chiostro e una fontana, marmi pregiati e raffinati dipinti interni: nonostante le attività vulcaniche e sismiche, oltre i bombardamenti bellici, abbiano più volte danneggiato la struttura, il monastero è stato sempre sottoposto a ristrutturazione, per non privare la città di questo suo simbolo e renderlo un esempio perfetto di integrazione architettonica tra le epoche.

    La visita al Monastero

    Attualmente la chiesa di San Nicolò è di proprietà dei monaci benedettini; l’intero complesso monastico è stato invece ceduto all’Università, che con un’ampia opera di ristrutturazione ha permesso a studenti e turisti di visitare i meravigliosi chiostri, la preziosa biblioteca sotterranea e di visionare i mosaici, ancora in buono stato di conservazione.
    Scarpe comode, per camminare bene, e una Bibita Sanpellegrino nello zaino, per dissetarsi: e la visita turistica può cominciare!