• C’era una volta “Triumphs and Laments”, lo speciale murale realizzato sui muraglioni del lungotevere dall’artista William Kentridge. Già nel 2016 a Roma si sottolineava la triste importanza dello smog nella vita cittadina: Kentridge aveva infatti dato vita a un lavoro per sottrazione, riproducendo scene mitiche della Roma classica e imperiale semplicemente grattando via la patina di sporco e smog dai muraglioni sul lungofiume. Lo smog stesso avrebbe poi messo la parola fine alla vita della creazione, riprendendosi gli spazi sottratti.

    L’arte murale però non si è fermata qui, dando vita a un nuovo, spettacolare lavoro in una zona romana poco turistica e spesso snobbata dai visitatori: Ostia diventa così la casa di “Hunting Pollution”, speciale murale conosciuto per le sue caratteristiche mangia-smog. La coloratissima opera avvolge come un mantello un palazzo in via del Porto Fluviale, raffigurando un airone tricolore, specie in via d’estinzione: oltre a fornire uno spunto di riflessione sull’attuale situazione ambientale, “Hunting Pollution” si mette in gioco in prima persona. Il murale è stato infatti dipinto con la pittura Air Lite, una vernice dalle speciali proprietà anti-inquinamento. Anche se in Europa ne esistono di simili, questo è il più grande, e costituisce un orgoglio per il quartiere ostiense.

    Anche l’autore dell’opera è un fiore all’occhiello dell’arte contemporanea italiana: Federico Massa, in arte Iena Cruz, è lo street artist milanese che nel 2018 si è impegnato insieme all’associazione di Yourban2030, organizzazione romana no-profit. “Hunting Pollution” non stupisce solo per i suoi colori, sfumature naturali del verde e del blu, ma anche per le sue riconosciute capacità green: basti pensare che grazie alla vernice con cui è realizzato, il murale ha un impatto ambientale pari a un bosco di 30 alberi! In particolare, l’opera abbatte i livelli di ossido di azoto emessi dalle auto, e agisce perfino contro il fumo di sigaretta e contro particolari batteri resistenti agli antibiotici.

    Chi passa da Roma non deve quindi farsi mancare una visita al quartiere ostiense, che oltre a “Hunting Pollution” ha iniziato a ospitare diversi altri murales, tutti di dimensioni e con soggetti differenti, dando vita a un quartiere artistico frizzante e creativo, perfetto per animare in modo diverso la scena artistica capitolina, che affianca magistralmente la cultura classica alle innovazioni contemporanee.




    Ph: Benedetta Ristori